Arte e traumi sociali, il legame profondoNiente Panico, è solo Crisi!Quando (sempre?) l’arte diventa interprete dei momenti destabilizzanti della società

Arte e traumi sociali, il legame profondoNiente Panico, è solo Crisi!Quando (sempre?) l’arte diventa interprete dei momenti destabilizzanti della società

a cura di Christian Ronga

Niente panico è solo crisi

La crisi è diventata il tema dominante di ogni conversazione. Dai telegiornali alle trasmissioni di approfondimento, agli spettacoli di cabaret, fino alle chiacchiere senza senso alla macchinetta del caffè o nelle pause sigaretta. Superando di una spanna le classiche e sempre amabili discussioni sul tempo “mai così freddo/caldo/umido/secco”. Certo, ad onor del vero va detto che, quella che viene definita “ondata di gelo” di queste settimane ha permesso al vecchio argomento rompighiaccio (e NON mi si perdoni il gioco di parole; io non me lo perdono) di recuperare qualche lunghezza, ma comunque CRISI, SEMPRE CRISI, FORTISSIMAMENTE CRISI.

Ovviamente parliamo di crisi “economica”, anche se su questo argomento ci sarebbe da scrivere tanto su quella che è la percezione moderna dell’economia, ed a noi che parliamo di arte viene subito in mente di pensare a cosa è la “crisi” per il mondo della cultura.
Come reagisce la cultura nei momenti di crisi? La subisce, reagisce o ne esce fortificata? Qual è il rapporto che esiste tra questi due fenomeni?

Non vi nascondo che, qualche giorno fa, ho dovuto cambiare radicalmente l’impostazione di questo editoriale. Ero convinto infatti di potere trovare alcuni punti nella storia della cultura moderna e contemporanea, in cui un mutamento culturale è seguito ad un momento di crisi economica e/o sociale. L’ipotesi che, colpevolmente, non avevo considerato, era che in realtà il rapporto potesse essere estremamente più stretto di quanto potesse in apparenza sembrare.

Innanzitutto è stato anche impossibile trovare, dall’inizio del XIX alla metà del XX secolo, un periodo in cui la società macroeconomica non abbia dovuto affrontare una forma di crisi economica in un determinato settore. Questo non vuol dire che la storia economica di questo periodo sia stata un’unica immensa crisi economica, ma solamente che, allo sviluppo ed alla crescita di un determinato tipo di economia in un determinato luogo geografico, si accompagnava sempre la crescita di una particolare crisi di un altro tipo di economia in un luogo geografico che, se non sempre lo stesso era comunque collegato in maniera macroeconomica al primo.

La cultura ha mostrato di essere sempre la capacità dell’uomo maggiormente e più velocemente recettiva e capace di elaborare punti di rottura con il passato. I cicli artistici sono sempre più veloci e profondi di quelli economici quindi in pratica non c’è stato periodo in cui i mutamenti economici non siano stati anticipati, accompagnati e rimarcati da una rottura culturale con il passato.

Tra la metà del XIX secolo e l’inizio del XX in Francia il mondo culturale reagisce alla sviluppo dell’imperialismo e della rivoluzione industriale anticipando e sottolineandone le incongruenze. La conquista di terre lontane dove era più facile reperire materie prime e mano d’opera ad un costo nettamente inferiore rispetto alle aree europee portò ad un’iniziale corsa economica che il mondo culturale francese cominciò a vivere come alienazione. E’ questo il contesto economico all’interno del quale comincia a svilupparsi il decadentismo. L’uomo economico marciava lontana per cercare ciò che già aveva in casa ma che poteva avere a prezzi estremamente inferiori – la sensazione di déjà vu che state vivendo leggendo questo mostra che forse la storia non è così tanto magistra come pensavamo – ma la poesia ne scopre l’inganno e contrappone all’espansione l’interiorizzazione, al treno a vapore che guarda lontano contrappone  il terzo occhio che guarda dentro il poeta.

Così come i contesti macroeconomici legano indissolubilmente aree diverse tra loro (e se era vero del XIX-XX secolo figuriamoci ora) allo stesso modo i mutamenti artistici si diffondono a ondate – o nascono spontaneamente con stessi temi in aree diverse – andando a legare tessuti sociali diversi.
Negli stessi anni in cui in Francia, lungo le rive della Senna, nasceva il decadentismo, in Inghilterra iniziava la cosiddetta “reazione antivittoriana” con cui il mondo dell’arte, soprattutto letteraria, manifestava la generazione dei mostri del colonialismo britannico guidati dal mito del positivismo. Con la differenza che mentre in Francia il poeta si rivolge a se stesso, in Inghilterra guarda dritto verso la zona d’ombra prodotta dagli squilibri sociali che si stagliano contro il “sole del progresso”. Il positivismo del Dr Jekyll,  drogato di colonialismo, scatena il Mr Hyde che è insito nella società inglese. E non è un titolo scelto a caso. Il capolavoro di Robert Louis Stevenson è proprio di quegli anni (1886 per l’esattezza), come Cuore di Tenebra di Joseph Conrad.

Arriviamo ai primi anni del XX secolo, quando ormai la seconda rivoluzione industriale aveva fatto sbocciare i suoi frutti. Aumenti del capitale degli stati, aumento degli armamenti, miglioramento della qualità e quantità della produzione industriale. L’esatto opposto di quella che è un “crisi economica”, con l’industria che era diventata, nella maggior parte dei paesi europei, la locomotiva dell’economia.
Tutto ciò a danno dell’agricoltura; la conseguenza fu la migrazione di migliaia di persone dalle campagne alle città che diventavano sempre più alveari spersonalizzati in cui le condizioni di vista erano pietose. Fu in questo periodo di “boom economico” che nasce l’espressionismo tedesco ed è così che Ernst Ludwig Kirchner realizza, nel 1913, “Cinque donne per strada”. La crisi che si respirava nelle città e che l’economia non vedeva, aveva trovato la sua più espressiva rappresentazione.

E così per il jazz ed il blues durante la Grande Depressione negli Stati Uniti, il Neorealismo nel dopoguerra italiano.

Il mondo dell’arte ha sempre vissuto un rapporto di simbiosi con le evoluzioni politiche ed economiche e spesso, proprio nei momenti di crisi economica sono fiorite le più importanti rivoluzioni culturali. Perché per quanto una corrente artistica possa essere ascetica, intimistica o perfino rinunciataria, sarà sempre figlia del suo tempo. Una figliastra crudele che cerca sempre di distruggere e mutare il proprio genitore.

Mi piace l’etimologia; la adoro perché ogni parola “è una foresta di simboli” come cantava Baudelaire. Scoprire l’origine di una parola significa trovare il bandolo del filo di Arianna e districarsi in quella foresta, per carpirne i significati e gettare luce sui significanti. Crisi deriva dal greco Krisis, la cui radico Krìnò significa separare. Questo perché ogni momento di crisi è sempre il momento in cui dal vecchio di passa al nuovo, la strada battuta diventa interrotta e bisogna cercarne una diversa.

E allora, verso dove stiamo andando?

angelopieroni

Un pensiero su “Arte e traumi sociali, il legame profondoNiente Panico, è solo Crisi!Quando (sempre?) l’arte diventa interprete dei momenti destabilizzanti della società

  1. IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell_________Una visione comvpessilaQuando un sesso soltanto vince, entrambi i sessi perdono.Warren FarrellNell’Ottocento, negli Stati Uniti, se a commettere un delitto era una donna, chi andava in prigione era il marito.[1] E per la legge inglese, se una famiglia contraeva dei debiti, era il marito a essere rinchiuso nella prigione per debitori. Nelle questioni maschio-femmina, l’inconscio legiferare degli uomini era programmato in modo da proteggere le donne. Quasi sempre le leggi erano fatte dagli uomini, ma non per gli uomini.In questo capitolo scopriremo che in un’epoca di pretesa indipendenza femminile le leggi, una dopo l’altra, finirono per essere fatte tenendo talmente conto della necessite0 di proteggere le donne che, qualora i diritti costituzionali di un uomo entrino in conflitto con la protezione di una donna, nella maggior parte dei casi tali diritti non verranno rispettati.Questo e8 cif2 che accade legalmente. Ma cif2 che accade legalmente quasi sempre riflette cif2 che accade a un livello psicologico pif9 profondo. Come vedremo, se il divorzio lasciava la donna priva del marito-salvatore, molte donne si cercavano sostituti salvatori; e se il divorzio lasciava l’uomo senza una fonte di amore, gli uomini gareggiavano per ottenere l’amore di una donna, trovando modi nuovi per salvare le donne.La ricerca del salvatore e la competizione per fare il salvatore si presentavano sotto vari aspetti. Le donne della New Age passavano dal padre al marito al guru; gli uomini facevano a gara per diventare il loro guru. Le donne tradizionali passavano dal padre al marito a abDio Padrebb; gli uomini facevano a gara per essere i loro abpadribb (preti, ministri del culto, sacerdoti, rabbini). Le femministe passavano dal padre al marito a varie alternative: l’alternativa di provvedere a se stesse o di rivolgersi al massimo salvatore il governo come surrogato del marito; gli uomini fecero a gara per trasformare il governo nel surrogato del marito.I divorzi fecero nascere sodalizi di uomini (detti legislature) che proteggevano collettivamente le donne quando altri uomini (detti mariti) non proteggevano pif9 le donne individualmente. Cif2 significf2 un appesantimento del carico fiscale, soprattutto su altri uomini, al fine di trovare denaro soprattutto per le donne. Quando il divorzio priva le donne di un marito che le protegge, l’inconscio collettivo continua perf2 a volerle proteggere.E l’inconscio collettivo femminile tuttora vuole protezione. Per esempio, un poliziotto di San Diego sta attualmente scontando una pena di cinquantasei anni di prigione per aver violentato delle donne sulle spiagge locali; la moglie e8 in causa con il dipartimento di polizia per ottenere le entrate che il marito non puf2 pif9 assicurarle si aspetta che il governo sia il surrogato del marito. Ha intentato causa al dipartimento anche per averlo assunto, tanto per cominciare si aspetta che il governo giudichi il carattere del marito meglio di quanto non avesse saputo fare lei.[2]Queste leggi fatte dagli uomini riflettono dei valori maschili? In parte. I valori maschili consistono in parte nel proteggere le donne pif9 ancora che se stessi. Queste leggi sono forse fatte nell’interesse degli uomini? In un certo sento. Gli uomini che vogliono l’amore di una donna imparano a preoccuparsi degli interessi delle donne pif9 che dei propri.Il fatto che quasi tutti i legislatori siano uomini prova forse che gli uomini sono i responsabili e possono scegliere quando tener conto e quando non tener conto degli interessi femminili? In teoria e8 cosec. Ma in pratica il sistema legale americano non puf2 prescindere dall’elettore. E alle elezioni presidenziali del 1992 il 54 per cento dei votanti era costituito da donne, il 46 per cento da uomini.[3] (Le donne rappresentano oltre 7 milioni di voti in pif9 rispetto agli uomini.)Nell’insieme, il legislatore e8 per un elettore quello che l’autista e8 per il datore di lavoro entrambi hanno un incarico, ma entrambi possono essere licenziati se non vanno dove viene loro detto di andare. Quando sembra che i legislatori non proteggano le donne, quasi sempre e8 perche9 le donne hanno una diversa idea della protezione. (Per esempio, le donne divisero equamente i loro voti tra repubblicani e democratici nelle quattro elezioni presidenziali, prese nel loro complesso, precedenti la nomina di Clinton.)Vedremo come la propensione della legge alla speciale protezione delle donne ha cominciato a scricchiolare pericolosamente di fronte alla garanzia, sancita dalia Costituzione, di pari protezione. Come negli Anni Ottanta, per esempio, avessimo due definizioni dell’autodifesa: una per gli uomini e una per le donne; e due definizioni di omicidio di primo grado a seconda del sesso. Vedremo come, negli Anni Novanta, dodici possibilite0 di difesa erano potenzialmente a disposizione di una donna che aveva ucciso ma non dell’uomo che aveva ucciso. Come, in molte universite0, una donna poteva far espellere un uomo incolpandolo di violenza anche se aveva deciso lei di bere e di dire di absecbb mentre beveva.Nei capitoli seguenti troveremo la spiegazione della legislazione riguardante molestie sessuali e violenze; e avremo un’idea dei dilemmi che tutto cif2 procurere0 nel lavoro, al governo, alla legge e in ultima analisi alle donne stesse nel ventunesimo secolo; e infine verranno esaminate le misure che potremmo prendere prima dec ritrovarci alle corde.Considereremo in che modo l’originaria posizione femminista contro la discriminazione legale basata sulle differenze biologiche si sia trasformata in quella che consiste nel favorire l’uso delle differenze biologiche se estendono i diritti delle donne per esempio il diritto di portare avanti una gravidanza anche se il padre non e8 d’accordo, o di citare poi in giudizio il padre affinche9 mantenga il figlio per diciotto anni.Prenderemo in esame il dilemma davanti al quale si trovano i datori di lavoro, i quali devono garantire diritti speciali alle donne e nel contempo devono trattarle con pari rispetto. Per esempio, il supporto femminista al diritto speciale riservato a una donna incinta di ricevere una paga d’invalidite0 ha fatto sec che la gravidanza diventasse sul lavoro l’unica abinvalidite0bb che, pur essendo considerata tale, non si puf2 certo definire un incidente sul lavoro, e l’unica che un’impiegata si procura intenzionalmente.Queste leggi per la abprotezione della donnabb sono gie0 state messe in pratica in quella che e8 forse stata la rivoluzione legale pif9 pacifica della storia. Nel 1970 non si era mai sentito parlare della dottrina giuridica femminista. Attualmente, da una recente bibliografia su donne e dottrina giuridica, risulta che per la maggior parte i libri e gli articoli sono scritti da studiose di diritto femministe.[4] Nessuno studioso importante ha criticato il femminismo sulle riviste legali specializzate. Quando gli fu chiesto come mai cif2 non fosse accaduto, il professor Geoffrey Hazard della Yale Law School spiegf2 che nell’atmosfera abpoliticamente correttabb delle universite0 lo studioso che esprimesse un qualche dissenso sarebbe tacciato di antifemminismo.[5]Comunque, ancora non abbiamo provato che il sistema effettivamente protegge le donne. Ovvero, che realmente esistono due leggi la legge maschile e la legge femminile.11 Come il sistema protegge le donne, ovvero le due diverse leggi sotto cui viviamoPena ineguale per delitto ugualeabL’uomo colpevole di omicidio rischia venti volte pif9 di una donna colpevole di omicidio di essere condannato alla pena di morte.bb[1]abDal 1954, negli Stati Uniti non e8 stata giustiziata neppure una donna che abbia ucciso soltanto degli uomini.bb[2]abDal ripristino della pena di morte, nel 1976, sono stati giustiziati 120 uomini e 1 donna soltanto.[3] Quest’unica donna, della Carolina del Nord, disse che preferiva essere giustiziata.bbabNella Carolina del Nord, l’uomo che commette un omicidio di secondo grado viene condannato a un periodo di detenzione mediamente 12,6 anni pif9 lungo di quello comminato a una donna che commette un omicidio di secondo grado.bb[4]abIl dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti riporta le seguenti diverse sentenze sul territorio nazionale:Numero di mesi cui sono state condannate le donne contro numero di mesi cui sono stati condannati gli uomini per aver commesso gli stessi crimini[5]Crecmine Donne Uomini Periodo aggiuntivodi pena, in percentuale, per gli uominiStupro 117 159 74Aggressione aggravata 49 83 59Furto con scasso 46 66 70Ladrocinio 36 48 75abIl fatto di essere maschio, pif9 della razza o di qualsiasi altro fattore, contribuisce ad allungare la pena.[6] Eppure furono introdotte direttive specifiche per porre fine alla discriminazione razziale.bbQuelle direttive riducono la discriminazione contro gli uomini? Dipende abLe indicazioni sulle pene da infliggere dello Stato di Washington sono tra le pif9 severe. Nell’insieme, tuttavia, nelle condanne inflitte agli uomini la reclusione e8 del 23 per cento pif9 lunga che per le donne.[7] Anche quando i precedenti e la gravite0 del crimine sono uguali, le donne hanno il 57 per cento di possibilite0 in pif9 di essere condannate non alla reclusione ma alla riabilitazione.[8] c8 inoltre pif9 facile che per le donne si preveda la scarcerazione prima della decorrenza dei termini, e c’e8 il 59 per cento di probabilite0 in pif9 che venga loro concessa. Ecco alcuni esempi di quanto e8 accaduto nel 1991:Percentuali dei criminali senza precedenti candidati alla scarcerazione e in effetti scarcerati prima di aver scontato la pena, suddivisi per sesso[9]Femmine MaschiFurto con scasso negli appartamenti 63 35Aggressione (3) 20 13Furto (2) con scasso 40 32Furto (2) 38 25Furto (1) 17 9Falsificazioni 48 35Mancato versamento della cauzione 36 15abI pubblici ministeri osservano concordemente che quasi sempre le donne devono versare cauzioni meno cospicue per crimini uguali.bb[10]Fondamentalmente, esistono due cauzioni: la cauzione maschile e la cauzione femminile. Inoltre, le donne hanno maggiori probabilite0 di essere rilasciate sulla parola, assumendosi di fronte al magistrato l’impegno di rispettare delle condizioni. Ma il vero sessismo comincia prima Partner nel crimine, ma non nella carcerazioneQuando e8 sotto processo una coppia sposata, spesso diciamo: abEbbene, occupiamoci dell’uomobb. Siamo ben contenti di vedere il marito che ammette la propria colpa, e dec lasciar invece cadere le accuse contro la donna. Ovviamente, lui poi si ritrova con dei precedenti, e lei no. Se entrambi commettono di nuovo lo stesso delitto, ablegittimamentebb lui puf2 essere condannato a una pena pif9 severa.J. Dennis Kohler, pubblico ministero aggiunto[11]abUn marito e una moglie si dedicavano al traffico illegale di droga sul tavolo di cucina, in casa loro, preparavano le dosi.Dopo il processo, il marito e8 risultato abla mentebb ed e8 stato messo in galera. La moglie e8 in liberte0 condizionata. Un avvocato che spesso difende trafficanti di droga definisce questo metro diverso di valutazione il modello del trafficante di droga’.bb[12]Il modello del trafficante di droga e la contrattazione della pena come appannaggio femminile violano il Quattordicesimo Emendamento, che garantisce contro la discriminazione in base al sesso. Se sistematicamente i pubblici ministeri dicessero solamente agli uomini bianchi che tutte le accuse contro di loro cadrebbero se testimoniassero contro i neri, avremmo una crisi razziale.Nel caso di un uomo e di una donna, entrambi sono spesso concordi sulla scelta che sia l’uomo ad assumersi la responsabilite0 sebbene l’uomo rischi una condanna a una pif9 lunga detenzione e anche di essere violentato in prigione. Se i neri accettassero di fare una cosa simile per i bianchi, la comunite0 nera sarebbe pronta a definirla absubordinazionebb.Quando responsabile e8 un uomo, la carcerazione e8 pif9 lunga; quando responsabile e8 una donna, l’uomo resta in carcere pif9 a lungo Com’e8 possibile?Se un uomo e una donna commettono insieme un delitto, ma abresponsabilebb e8 l’uomo, per la donna la pena e8 pif9 lieve, o non c’e8 affatto perche9, si dice, le hanno fatto il lavaggio del cervello, e8 impotente, non poteva manifestare la propria volonte0. Quando responsabile e8 una donna e l’uomo lavora per lei, la scusa di aver subito il lavaggio del cervello ha forse qualche peso? Nel caso McMartin-Preschool, Peggy McMartin era la direttrice della scuola e aveva assunto il nipote diciannovenne, espulso dal college.[13] Dopo cinque anni di lavoro alle dipendenze della nonna, quest’ultima e il nipote furono entrambi accusati di molestie su cinquantadue bambini. La cauzione richiesta per la nonna fu un terzo di quella per il nipote, fu lui a passare circa cinque anni in prigione prima che la giuria decretasse che non erano colpevoli. Lei la direttrice passf2 in prigione meno di due anni.Se il direttore di una scuola avesse assunto la nipote diciannovenne, la donna sarebbe rimasta in carcere per cinque anni prima del verdetto? Avremmo tollerato il processo pif9 lungo nella storia penale degli Stati Uniti, mentre una ragazza, risultata poi non colpevole, passava i suoi anni migliori in prigione con l’accusa, tutta da provare, di aver molestato dei bambini?La pena capitale: una pena tutta maschile[Il carnefice] trovf2 difficile accettare il compito di distruggere la vita dec un membro del sesso che, secondo quanto gli avevano insegnato fin dall’infanzia, meritava rispetto e tenerezza perche9 dava la vita.[15]abVentitre9 americani sono stati giustiziati e poi scoperti innocenti. Tutti e ventitre9 erano uomini.bb[16]abNegli Stati Uniti, ogni anno[17] circa 1900 donne commettono omicidi.bbabQuando le donne commettono un omicecdio, circa il 90 per cento delle vittime e8 costituito da uomini.bb[18]Dunque, a partire dal 1954 all’incirca 70.000 donne hanno ucciso; le loro vittime comprendono all’incirca 60.000 uomini ma, come vedremo tra poco, nessuna donna e8 stata giustiziata dopo aver ucciso soltanto un uomo.[19]Ormai da una quarantina d’anni siamo sempre pif9 protettivi nei confronti delle donne e sempre meno nei confronti degli uomini anche se l’uomo e8 un ragazzo e dunque un minore, come era Heath Wilkins. Ecco come vanno le cose.abMarjorie Filipiak e il sedicenne Heath Wilkins furono ritenuti colpevoli, compiici di un omicidio. Non erano certo criminali incalliti. Heath Wilkins fu condannato a morte; Marjorie Filipiak rimase in liberte0.bb[20]abSi scoprec che Heath Wilkins era stato vittima di abusi sessuali da piccolo, ma cif2 non impedec al giudice di condannarlo alla pena capitale.[21] Quando si scoprec che Josephine Mesa era stata vittima di abusi sessuali da piccola, la giuria decise di lasciarla libera.[22] Josephine Mesa aveva uccecso il figlioletto di 23 mesi.bbAll’interno della prigione, negli USALe criminali vanno in un ex scuola, a poche miglia dalla citte0. Le istituzioni maschili sono vere e proprie prigioni. Con celle, guardie, serrature e catenacci L’istituzione femminile ha ancora l’aria della scuola che doveva essere, e il personale aiuta le detenute a riabilitarsi.Il procuratore David D. Butler[23] a proposito del diverso trattamento nello IowaabIn prigione qualsiasi uomo rischia al 1000 per cento, quanto qualsiasi donna, di morire per suicidio, omicidio o esecuzione capitale.bb[24]Sebbene le prigioni femminili siano pif9 sicure delle prigioni maschili e maggiormente orientate alla riabilitazione, tutta la stampa si e8 di recente soffermata sulla piaga della donna in carcere, come se la piaga riguardasse unicamente la carcerata. Con quale risultato? Alcuni Stati, per esempio la California, finanziano attualmente lo studio dei problemi di salute riguardanti soltanto la donna in carcere.[25] E Stati come il Wisconsin spendono 2000 dollari al mese per le carcerate, contro i 1000 dollari spesi per i carcerati.[26]Di norma, le prigioni femminili sono colpite dalla discriminazione in un preciso settore, ovvero l’addestramento professionale. Gli uomini hanno maggiori probabilite0 di mestieri meglio pagati per esempio, il saldatore o il meccanico mentre alle donne si lasciano mestieri meno pagati per esempio, l’estetista o la lavandaia.[27] Questa situazione deve cambiare.Comunque, ora che la popolazione carceraria femminile e8 aumentata tanto da costituire il 6 per cento della popolazione carceraria dell’intero paese,[28] molti Stati hanno in cantiere programmi che offrono alle donne speciali privilegi. A Lancaster, nel Massachusetts, per le madri esistono locali speciali in cui incontrare i figli; per i padri no.[29] Nel Bedford Hills Corrections Facility di New York, le madri dispongono di una nursery; i padri no. Nel Minnesota, le prigioni femminili sorgono in comunite0 residenziali nei pressi delle scuole; le carcerate pif9 pericolose sono isolate in speciali edifici e si occupano dei lavori pesanti per la comunite0. Non esiste nulla di equivalente per gli uomini.Una volta in carcere, le donne tendono a diventare carcerate abdipendentibb: si affidano pif9 dei maschi al personale carcerario, ai programmi di riabilitazione e agli psicoterapeuti.[30] Tendono inoltre a ricorrere maggiormente alle infcrmerie del carcere per mal di testa, mal di stomaco e altri problemi.Come viene razionalizzata l’ineguaglianzaQuando lo Stato offre alla donna la prima possibilite0 di negoziare e ottiene cosec altre prove su un uomo occultando in cambio le prove contro la donna, allora la stampa riferisce le prove contro l’uomo, e cif2 rafforza nel pubblico lo stereotipo dell’uomo-criminale e della donna-innocente. Pertanto l’iniziale convinzione secondo cui le donne sono pif9 innocenti diventa il presupposto necessario per continuare a offrire alla donna la prima opzione nella negoziazione.Se per caso tutti e due commettono un secondo crimine, e8 soltanto l’uomo ad avere precedenti penali e quindi viene condannato a una detenzione pif9 lunga. Questo finisce per indurirne il carattere, e di cif2 la giuria tiene conto e fa sec che negli uomini si registri la percentuale maggiore di recidivite0. Sotto questi aspetti i precedenti penali degli uomini si moltiplicano, quelli delle donne vengono minimizzati. Cosec, discriminazione genera discriminazione che genera discriminazione.Come le commissioni sui pregiudizi legati al sesso razionalizzano quei pregiudiziDi recente, le commissioni ufficiali che studiano i pregiudizi legati al sesso hanno riferito che sono le donne le vittime della discriminazione. Per esempio:abQuando le donne ottengono la liberte0 condizionata mentre gli uomini sono condannati al carcere, tali commissioni affermano che le donne sono vittime della discriminazione perche9 il periodo di liberte0 vigilata e8 pif9 lungo!bb[31]Le commissioni ricordano inoltre che le donne risultano discriminate perche9 esiste un minor numero di istituzioni carcerarie femminili, il che costringe i parenti a pif9 lunghi spostamenti per le visite. Nessun cenno al motivo di cif2: raramente occorre pif9 di una prigione femminile nei pressi di una citte0, e questo proprio grazie alla grande discriminazione in favore delle donne. Se alle donne toccassero le stesse accuse, la stessa cauzione, pari sentenze, esisterebbero pif9 prigioni femminili.c8 un dato di fatto che le donne hanno il privilegio di evitare la prigione grazie alla liberte0 condizionata, di essere condannate a pene detentive meno lunghe o di essere rinchiuse in istituti di riabilitazione invece che di pena, e poi si lamentano perche9 ci sono meno prigioni Be’, direi che e8 difficile davvero trovare un miglior esempio di faccia tosta. Eppure, il New York Times riferisce senza commentec tali conclusioni.[32]Come mai queste speciali commissioni non vedono chiaramente dove sta la discriminazione? Perche9 queste commissioni abgovernativebb sono in realte0 commissioni femministe. Vale a dire, il governo fa assegnamento su organizzazioni quali la femminista National Organization for Women e la prevalentemente femminista National Association of Women Judges per decidere su quali questioni focalizzare la ricerca e quali ignorare.[33] Sono commissioni governative soltanto nel senso che sono pagate dal governo, cioe8 da noi. Anche i principali membri dello staff sono prevalentemente donne, e spesso attiviste femministe, mentre quasi mai gli uomini sono attivisti del movimento maschile.[34]Pertanto le commissioni sono state brave nel vedere il sovraffollamento nelle carceri femminili e nell’ignorare il maggiore sovraffollamento nelle carceri maschili; si sono rese conto che le carceri femminili devono prestare attenzione ai problemi propri alle donne, ma non che le carceri maschili devono prestare pif9 attenzione ai problemi pif9 comuni tra gli uomini, come per esempio lo stupro.Una commissione governativa femminista sui pregiudizi legati al sesso e8 l’equivalente di una commissione governativa repubblicana sulle discriminazioni nei confronti dei partiti politici. Immaginate che ci sia una commissione governativa sulla discriminazione a livello dec partiti politici sponsorizzata da un certo partito politico e composta da membri dello stesso partito; che i risultati raccolti siano pubblicati, senza essere messi in discussione, sul New York Times e che le tasse aumentino per pagare il conto. Se un partito politico facesse una cosa del genere, per noi sarebbe uno scandalo; se lo fanno le femministe, e8 una cosa ufficiale. Il femminismo e8 diventato un sistema unipartitico della politica di genere.Soltanto le femministe hanno razionalizzato il pregiudizio sessuale?Se e8 comprensibile che una commissione sponsorizzata dalle femministe sul pregiudizio sessuale sia una commissione con pregiudizi sessuali, non sembra logico che pregiudizi simili siano spesso presenti nelle relazioni degli enti governativi a predominanza maschile, per esempio il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti. Eccone una dimostrazione: il dipartimento della Giustizia riferisce che gli uomini sono condannati a pene detentive pif9 lunghe delle donne.[35] Le giustificano facendo rilevare che gli uomini hanno maggiori probabilite0 di essere mandati in carcere rispetto alle donne, e con pene tendenzialmente pif9 lunghe.[36] Ecco qui il sessismo: perche9 mai gli uomini sono tendenzialmente condannati a pene detentive pif9 lunghe per lo stesso crimine e per precedenti penali simili, tanto per cominciare?Immaginiamo di leggere un rapporto governativo in cui si riferisce che una sorella e un fratello hanno rubato del chewing-gum. Il ragazzo e8 stato spedito in prigione mentre la ragazzina e8 stata confinata nella sua stanza. Se poi spiegasse che il ragazzo e8 rimasto in prigione pif9 a lungo semplicemente perche9 le pene detentive sono tendenzialmente pif9 lunghe della segregazione nella propria stanza, non ci chiederemmo forse: abUn momento, mi sfugge qualcosa: perche9 il ragazzo e8 andato in prigione e la ragazza e8 rimasta chiusa nella sua stanza per la stessa colpa?bbLa necessite0 di negare il sassecsmo quando si rivolta contro gli uomini e8 pertanto molto pif9 profonda del femminismo: rientra nel nostro processo inconscio collettivo che ci induce a usare il governo-protettore in sostituzione del maschio-protettore.Il abfattore Cavalleriabb[37]I bianchi della classe media che operano all’interno del sistema giudiziario, fondamentalmente considerano le donne incapaci di commettere alcuni dei crimini di cui sono accusate. Pertanto cercano di trovare motivi validi per spiegare che la donna non era veramente coinvolta. Ma le donne che vengono trattate con simpatia e comprensione sono le donne bianche della classe media, e non quelle povere delle minoranze. Barbara Swartz, direttore di Women’s Prison Project[38]Cosec agisce il abfattore Cavalleriabb. Le corti sono tenute a offrire pari protezione. Pif9 un giudice (o una giuria) considera le donne il sesso pif9 debole, pif9 il giudice si convince (di solito inconsciamente) che la corte deve offrire a una donna maggiore protezione (per compensare il fatto che e8 il sesso pif9 debole) affinche9 ne risulti una pari protezione. Questo e8 il ragionamento dei giudici che definiamo sciovinisti, cavaliereschi o patriarcali. c8 anche il ragionamento della femminista adolescente. Lo sciovinista e la femminista sono protettivi nei confronti delle donne. Molti giudici donne, peraltro, sono meno protettive sia degli sciovinisti sia delle femministe. Come disse un procuratore: abSe ci fossero pif9 giudici donne, pif9 donne andrebbero in prigionebb.[39]Il circuito integrato della Cavalleria: il giudice, la giuria, gli avvocati e la clienteDico alle donne che cosa indossare, come vestire, come acconciarsi i capelli. Devono avere parecchio sex appeal per conquistare gli uomini della giureca e anche il giudice. Ma nel contempo non possono attirarsi l’ostilite0 delle donne che compongono la giuria con un aspetto troppo affascinante. Se sec mettono a piangere sommessamente durante il processo, ottengono miracoli.Avvocato Frank P. Lucianna[40]abPer il pubblico ministero e8 difficile sottoporre a un duro interrogativo una donna, perche9 rischia di alienarsi la giuria. Deve camminare sulle uovabb, spiega l’avvocato Michael Breslin.[41] A suo avviso, l’istinto protettivo si risveglia in tutti, soprattutto nei giurati anziani. Pertanto, quando difende una donna cerca di scegliere giurati anziani. Un penalista specializzato in diritti civili afferma con estrema franchezza: abPreferisco sempre rappresentare una cliente; il sistema e8 chiaramente orientato a suo favorebb.[42]Tutti giudice, giuria, avvocati, clienti e polizia contribuiscono al circuito integrato della cavalleria. In molte citte0 gli avvocati riferiscono che una giuria e8 talmente restia a dichiarare una donna colpevole per guida in stato di ubriachezza che la polizia non si preoccupa neppure di arrestarla.[43] c8 vero che abe8 un sistema maschile con giudici sciovinistibb, ed e8 ingiusto. Gli uomini condannati a pif9 lunghe pene detentive lo ritengono alquanto ingiusto.Questo istinto protettivo nei confronti delle donne domina non soltanto il codice penale ma anche il codice di famiglia. c8 abbastanza evidente quando si parla di padri e madri: diciamo alle donne che hanno diritto ai figli, ma diciamo agli uomini che devono lottare per i figli. c8 meno evidente nel doppio standard adottato nel caso dei beni comuni. Ricordate Jim e Tammy Faye Bakker?

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