Preservare la cultura

Preservare la cultura

a cura di Mark Abouzeid

Un nuovo modello per le iniziative culturali in tempo di crisi

La crisi economica ha colpito tutti i settori, in particolar modo la cultura. Firenze, la capitale culturale del mondo per più di 300 anni è legata da un modello economico vecchio. Una soluzione è fornire un esempio di ciò che è necessario se vogliamo salvare la cultura in Italia e nel mondo.

Negli ultimi 5 anni una convergenza tragica della crisi economica, delle primavere arabe e di una serie di catastrofi naturali ha rappresentato un enorme ostacolo alle iniziative culturali in tutto il mondo. Gli sponsor  tradizionali  hanno reindirizzato il denaro  stanziato per le iniziative culturali agli aiuti per le catastrofi in Giappone, Medio Oriente ed Africa. La capitale culturale del mondo, Firenze, ha cancellato ad esempio la grande mostra per celebrare i 500 anni della morte di Amerigo Vespucci a causa della mancanza di fondi.

Fin dal Rinascimento, Firenze ha ricoperto una posizione di rilievo nei cuori e nelle menti di artisti, storici, accademici e turisti grazie al suo patrimonio culturale. La città è considerata patrimonio mondiale dell’UNESCO. Ogni anno, milioni di turisti e studenti visitano i numerosi musei per vedere dal vivo il David di Michelangelo, la Cupola del Brunelleschi o la Venere del Botticelli.

Tutto ció potrebbe finire, a causa di un modello economico che esiste dal Rinascimento: il mecenatismo artistico. Dal tempo di Michelangelo e Botticelli, la chiesa e le famiglie nobili hanno patrocinato gli artisti e le loro opere permettendo di occuparsi della loro ispirazione creativa senza la necessità di preoccuparsi della realtà economica.  Il modello ha resistito per più di 500 anni, finanziando l’esplorazione del Nuovo Mondo e il Rinascimento delle arti, delle idee, della scienza, così come i moderni movimenti inclusi il Liberty, il Futurismo e il Neo- Realismo… fino ad oggi.

I nobili sono stati sostituiti da enti pubblici, fondazioni e istituzioni, ma il modello é lo stesso: ogni anno migliaia di artisti e curatori scrivono proposte per ottenere il finanziamento che permetterà di realizzare le loro opere e mostrarle al pubblico. Le famiglie nobili detengono ancora molte proprietà e oggetti di grande valore ma non hanno liquidità economiche. Le istituzioni hanno investito in nuovi strumenti e hanno visto il loro capitale diminuire quando l’economia é rallentata. Enti pubblici che soffrono per gli oneri delle infrastrutture e per la diminuzione delle entrate derivanti dalle tasse sono stati costretti a concentrarsi nei servizi sociali e le iniziative culturali sono state sacrificate. Anche i fondi regionali, come quelli della Commissione Europea e dell’Unesco sono stati reindirizzati agli aiuti d’emergenza dei numerosi siti a rischio in Egitto, Libia, Giappone…

Nonostante i milioni di visitatori, la città di Pompei é in uno stato critico per la mancanza di manutenzione. Lo scorso anno Firenze ha rischiato la cancellazione di eventi del Festival d’Europa a causa del ritiro all’ultimo minuto di uno dei maggiori sponsor. Alla fine, la città ha utilizzato fondi destinati per altri scopi per compensare il deficit.

Nell’anno della celebrazione dei 500 anni dalla morte di Amerigo Vespucci, la principale mostra sulla vita e le opere dell’esploratore, che ha dato il suo nome ad un continente, è stata annullata per non aver raccolto i 40.000 euro necessari. Alla conferenza stampa del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, è diventato chiaro che tra gli eventi dell’anno saranno inclusi solo quelli supportati dalle università e dalle istituzioni straniere, ad eccezione di uno. Il Nuovo Nuovo Mondo, Non Sono Clandestino è una iniziativa nata a Firenze che non ha ricevuto finanziamenti dal Comune, ma ha introdotto nuove strategie di finanziamenti dell’attività culturale che può  diventare un modello per salvare questo settore.

Il 5, 6 e 7 di giugno, la mostra “Il Nuovo Nuovo Mondo … Non Sono Clandestino” sarà ospitata nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio nel centro di Firenze, uno dei luoghi più prestigiosi della capitale culturale. Abbiamo l’appoggio e la collaborazione del Comune di Firenze, del Museo degli Uffizi e di numerose istituzioni locali, ma ho deciso di non accettare i loro finanziamenti”. Mark Abouzeid, fondatore di Non Sono Clandestino.

Con il contributo e il duro lavoro di oltre 40 associazioni, di artigiani e studenti, gli organizzatori sono stati capaci di eliminare molte delle spese di un evento importante come questo. Ricevendo donazioni di privati cittadini in tutto il mondo attraverso Kapipal e grazie a un’asta di beneficenza delle opere della mostra e di altre donate da Qino, Romina Diaz e Mark Abouzid.

Consolati esteri, multinazionali e privati sono chiamati a supportare la raccolta di fondi attraverso contributi diretti, l’adozione e la promozione dell’arte. Le imprese locali hanno finanziato il progetto di realizzare magliette e poster da vendere prima e durante la mostra e musicisti locali organizzeranno  un concerto di beneficenza nel corso della manifestazione.

Firenze deve molto del suo patrimonio culturale al Rinascimento, all’influenza massiccia di idee, innovazione e cultura derivate dell’esplorazione di un mondo nuovo in espansione. La scienza del Medio Oriente, riportata dalle crociate, e la cultura/innovazione delle Americhe ha fornito ha una spinta addizionale per una società in cerca di illuminazione. Ancora una volta, l’influenza straniera ha garantito la possibilità di salvare la cultura in un momento di crisi.

Con l’assistenza di individui, istituzioni e imprese commerciali, offrendo a ciascuno di loro valore attraverso pubblicità, credibilità ed esperienza professionale grazie anche all’uso dell’innovazione tecnologica e con la collaborazione sia di esperti che di giovani, la cultura non ha bisogno di soffrire nei momenti di crisi … deve solo adattarsi ai nuovi paradigmi economici.

Per produrre i ritratti del Nuovo Nuovo Mondo, e reinterpretare celebri pitture rinascimentali avevamo bisogno delle opere originali, dei costumi, delle scenografie. Per pagare tutto questo avremmo avuto bisogno di migliaia di euro. Invece abbiamo contattato le istituzioni responsabili e lo abbiamo “barattato” con pubblicità e prestigio per il loro lavoro. Abbiamo reclutato giovani professionisti, designer, artisti, costumisti, ecc. per lavorare in cambio della credibilità di un evento significativo al centro del calendario culturale di Firenze“. Abouzeid.

L’esposizione complessiva è sponsorizzata da numerose piccole attività commerciali che hanno soddisfatto le nostre esigenze e al contempo ci hanno fatto risparmiare. Un bar locale ha sponsorizzato 100 magliette inserendo il logo come sponsor. Ad un costo di produzione di 5 euro ed un valore di vendita di 15 euro, ogni 100 magliette produciamo una grande pubblicità per i nostri eventi ed i nostri sponsor, e finanziamo le successive 100 magliette, raccogliendo 1000 euro per i nostri beneficiari finali. Stessa cosa per cataloghi, poster e stampe“. Abouzeid.

La sponsorizzazione aziendale e istituzionale è stata sviluppata con programmi specifici, come “Adotta un opera d’arte”. Ad un prezzo stabilito, lo sponsor di un lavoro specifico nella mostra fa tutto il possibile per coprire i suoi costi e raccoglie fondi per i beneficiari finali. Durante la mostra, un cartello informerà i visitatori e, successivamente, il lavoro viene trasferito allo sponsor commisurando valore a lungo termine e significativa pubblicità allo stesso tempo”.

Abouzeid

Mark Mark

2 pensieri su “Preservare la cultura

  1. Bravo Mark, direi che l’idea è ottima, infatti ne abbiamo dotatta una simile per la mostra alla Fortezza d Basso, e stiamo alvorando epr poter trovare gli sponsor per pagare gli sapzi espositivi degli artisti.
    Trovate il bando su http://www.artsnet.eu

  2. Sin duda, este es uno de los mejores blogs que he vsiatido ultimamente, me he quedado fascinado por tanta informacion, ha debido de ser un trabajo duro, escribir todas estas entradas. Me has dado una fuerte inspiracion para hablar sobre ti en mi propio blog. Una vez mas, felicidades por el buen trabajo que has echo.

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